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Il patrimonio dei fari e le giornate di apertura

Un appuntamento che unisce il mondo

Ogni anno, nell'ultimo fine settimana di agosto, migliaia di persone in tutto il mondo varcano la soglia di fari che normalmente restano chiusi al pubblico. L'International Lighthouse and Lightship Weekend — organizzato congiuntamente dall'Association of Lighthouse Keepers (ALK) del Regno Unito e dall'Amateur Radio Lighthouse Society (ARLS) degli Stati Uniti — è diventato nel corso di trent'anni uno degli eventi di patrimonio marittimo più partecipati al mondo. Appassionati di radioamatori attivano stazioni speciali dai pennoni, guide volontarie illustrano l'interno dei lanternini, e famiglie che non hanno mai visto da vicino un lente di Fresnel salgono per la prima volta i gradini a spirale di una torre.

La prima edizione risale al 1993, quando un gruppo di radioamatori scozzesi decise di trasmettere dal Mull of Kintyre per celebrare la storia dei fari locali. L'idea si diffuse rapidamente attraverso le reti radioamatoriali atlantiche e, nel giro di pochi anni, coinvolse strutture in Europa, Nord America, Australia e Giappone. Oggi il registro ufficiale conta ogni anno oltre mille siti attivati, da piccoli fanali portuali a torri d'alto mare raggiungibili solo in barca.

Come funzionano le giornate aperte

Le modalità di apertura variano enormemente da paese a paese. In Gran Bretagna, Trinity House organizza visite guidate a fari normalmente inaccessibili — come Longstone, sull'isola di Brownsman nelle Farne Islands, dove Grace Darling visse con il padre fino al momento del salvataggio del piroscafo Forfarshire nel 1838. In Irlanda, Commissioners of Irish Lights gestisce un programma simile che permette al pubblico di salire su torri come il Fastnet, il faro più meridionale dell'Irlanda, costruito tra il 1899 e il 1904 dall'ingegnere William Douglass su uno scoglio basaltico a 14 chilometri al largo della costa di Cork.

In Francia, il Service des Phares et Balises apre regolarmente strutture straordinarie: il Phare de Cordouan, unico faro francese inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 2021, accoglie visitatori in barca dall'estuario della Gironda; il Phare du Créac'h sull'isola di Ouessant, con la sua luce a lampi bianchi raggruppati carattere Fl(2) 10s visibile a 34 miglia nautiche, ospita al suo interno il Musée des Phares et Balises. Nella penisola dello Jutland, in Danimarca, il Rubjerg Knude — famoso per essersi spostato di oltre 200 metri verso l'interno tra il 1900 e il 2019, quando fu fisicamente trasportato lontano dalle dune mobili — attrae decine di migliaia di visitatori ogni estate.

Il ruolo delle associazioni di tutela

Le giornate di apertura non sarebbero possibili senza la rete di associazioni che da decenni si occupano di conservare e promuovere il patrimonio dei fari. L'Association of Lighthouse Keepers, fondata nel 1988, conta oltre 1.500 soci in quaranta paesi e pubblica una rivista trimestrale, The Lighthouse, che documenta restauri, storie di custodi e notizie sulle strutture a rischio. Il Lighthouse Preservation Society statunitense opera su scala locale e nazionale, concentrandosi spesso su singole torri che necessitano di interventi urgenti.

In Italia, la Lega Navale Italiana e diverse sezioni locali promuovono visite ai fari costieri, spesso in collaborazione con la Marina Militare, che gestisce tuttora molti impianti attivi. Il Faro della Vittoria a Trieste, eretto nel 1927 su progetto di Arduino Berlam come monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale, ospita ogni anno una cerimonia commemorativa il 4 novembre che richiama migliaia di triestini.

Radioamatori e la dimensione globale

Un aspetto peculiare dell'International Lighthouse Weekend è la dimensione radioamatoriale. Ogni faro riceve un codice di riferimento univoco — il numero ILLW, International Lighthouse/Lightship Weekend — e i radioamatori che trasmettono da quel sito contattano stazioni in tutto il mondo. Collezionare conferme di contatto con fari diversi è diventata una specializzazione all'interno dell'hobby. Durante il weekend del 2024, le stazioni attive hanno effettuato oltre 180.000 contatti radio internazionali, documentando la presenza di operatori su torri sperdute dalle Svalbard alle Isole Kerguelen.

Questa rete globale ha un valore pratico oltre che simbolico: i radioamatori sono spesso i primi a segnalare alle autorità competenti condizioni di degrado o vandalismi su strutture remote. Il Capo Race Lighthouse nel Newfoundland, da cui nel 1912 fu ricevuto uno degli ultimi segnali morse del Titanic, deve parte della sua conservazione al lavoro continuativo della comunità radioamatoriale locale.

Feste locali e tradizioni nazionali

Al di là del weekend internazionale, molti paesi organizzano festival marittimi in cui i fari svolgono un ruolo centrale. In Norvegia, il Lindesnes Fyr — faro più meridionale del paese, in funzione dal 1656 con interruzioni, l'attuale torre in granito risalente al 1915 — è meta di pellegrinaggio durante le lunghe giornate estive. Il museo annesso illustra la storia della navigazione nello Skagerrak, inclusi i ricorrenti naufragi causati dalle rocce sommerse dell'arcipelago costiero.

In Finlandia, il Bengtskär, costruito nel 1906 su uno scoglio granitico al largo dell'arcipelago di Turku con una torre alta 52 metri — la più alta del Mar Baltico settentrionale — ospita in estate turisti che vi soggiornano in piccoli appartamenti ricavati negli edifici accessori, potendo così assistere alle notti bianche dalla sommità del lanternino. La tradizione finlandese dei fari come mete di vacanza si è consolidata al punto da essere riconosciuta ufficialmente dal Finnish Lighthouse Society, fondato nel 1982.

Come contribuire

Chi desidera partecipare alla vita di questi eventi ha a disposizione più percorsi. Le associazioni di custodi cercano costantemente volontari per le giornate di apertura: il lavoro comprende accoglienza dei visitatori, distribuzione di materiale informativo, assistenza alla salita delle torri con bambini e anziani. Chi possiede competenze tecniche — muratura, falegnameria, elettricità — può partecipare a cantieri di restauro che spesso si svolgono nei weekend primaverili.

Le donazioni sono l'altra leva fondamentale: Trinity House ha un programma di adozione simbolica di elementi strutturali, dai gradini alle ringhiere. Il National Lighthouse Museum di Staten Island, New York — inaugurato nel 2015 nella sede dell'ex deposito generale del United States Lighthouse Service — finanzia parte dei suoi programmi educativi attraverso iscrizioni e sponsorizzazioni individuali.

Se volete scoprire quali fari si trovano nella vostra zona o pianificare un itinerario in vista del prossimo weekend internazionale, aprite la mappa e individuate le torri più vicine: molte riportano informazioni sull'accessibilità e sulle aperture straordinarie.

Un patrimonio che richiede cura attiva

Il paradosso dei fari nel ventunesimo secolo è che la loro utilità navigazionale è diminuita — il GPS e i sistemi AIS hanno ridotto drasticamente la dipendenza dai segnali ottici — ma il loro valore culturale e paesaggistico è aumentato. Le comunità costiere riconoscono nei fari un'identità visiva irripetibile; i turisti pianificano viaggi apposta per visitarli; i fotografi li cercano nelle ore d'oro del tramonto.

Tenere in vita questo patrimonio richiede però un impegno concreto e continuo. Le strutture esposte al mare si deteriorano rapidamente: la salsedine corrode il ferro, l'umidità degrada il legno, il gelo spacca la pietra. Senza manutenzione regolare — e senza le risorse economiche che eventi come le giornate aperte contribuiscono a raccogliere — molte torri rischiano di diventare rovine nel giro di una generazione. La partecipazione del pubblico non è soltanto un atto di curiosità culturale: è, in senso molto concreto, un atto di conservazione.