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Scale a chiocciola e interni dei fari

La logica verticale della torre

Un faro non è semplicemente un contenitore per una lampada. È uno spazio vissuto, progettato per essere abitato e gestito da persone che trascorrevano settimane o mesi a centinaia di metri dal continente. Ogni centimetro della pianta circolare della torre era pianificato con cura: la scala che sale al centro, i locali di servizio disposti su più piani, i depositi dell'olio e del carburante nella parte bassa, gli alloggi del guardiano a mezza altezza, la sala lanterna in cima. L'architettura degli interni riflette sia i vincoli strutturali della torre cilindrica sia le esigenze pratiche della vita quotidiana in uno spazio ristretto.

Le scale sono il primo elemento che colpisce chi visita oggi un faro storico. Una scala a chiocciola in un faro non assomiglia a quelle decorative dei palazzi: è un'architettura funzionale pura, con gradini stretti e una rampa a elica tesa che non concede spazio agli errori. Nei grandi fari in pietra del XIX secolo, ogni gradino è un pezzo di granito o arenaria tagliato con la precisione necessaria per incastrarsi nella curva della parete esterna. Nei fari in ghisa costruiti dagli americani dopo il 1850, la scala è un'elegante struttura metallica a raggiera, con balaustre fuse in una fonderia e montate in cantiere.

La scala in pietra dei fari britannici

I grandi fari offshore britannici — Eddystone, Bishop Rock, Wolf Rock, Smalls — sono torri di granito in cui ogni elemento strutturale deve resistere alle onde dell'Atlantico. Le scale di questi fari sono scolpite nella stessa pietra della torre: gradini a cuneo che si stringono verso il centro, incassati nella parete spessa anche 2 metri alla base. La salita è quasi sempre in senso orario quando si sale, una convenzione non scritta che rispecchia la disposizione prevalente nelle fortezze medievali (dove favoriva il difensore che scendeva).

La torre di Eddystone, costruita dall'ingegnere John Smeaton tra il 1756 e il 1759, fu la prima a usare la pietra di granito interlacciata con connessioni a coda di rondine, un sistema che renderebbe la torre un monolite integrato invece che un impilamento di blocchi separati. Smeaton studiò la struttura del tronco di quercia e si ispirò alla sua forma troncoconica, più larga alla base, per progettare un profilo che distribuisse il carico delle onde verso il basso invece di trasmetterlo lateralmente. La scala interna di Eddystone è perfettamente conservata nella replica esposta al Plymouth Hoe Museum, insieme ad altri elementi originali della torre smontata nel 1882.

Il Wolf Rock Lighthouse al largo della Cornovaglia, completato nel 1870 dall'ingegnere James Douglass, ha una scala in granito di 109 gradini che sale fino alla sala lanterna a 41 metri dal mare. Il diametro interno della torre è appena 4,3 metri al livello del primo piano, e i gradini misurano circa 22 centimetri in larghezza al bordo esterno e pochi centimetri al centro: una geometria che costringe il guardiano ad appoggiarsi alla parete esterna con ogni passo.

La ghisa americana e i fari di lago

Negli Stati Uniti il Bureau of Lighthouses, predecessore dell'attuale U.S. Coast Guard, adottò la ghisa come materiale standard per molte torri nella seconda metà dell'800. La ghisa era più economica del granito lavorato, trasportabile via nave in elementi prefabbricati, e abbastanza resistente per i fari sui Grandi Laghi e sulle coste atlantiche dove le sollecitazioni erano minori rispetto all'Atlantico aperto britannico.

I fari in ghisa americani hanno scale metalliche di grande eleganza formale. Il Piney Point Lighthouse nel Maryland, e molti altri fari della Chesapeake Bay, mostrano rampe a spirale con balaustre in ghisa decorata, gradini antiscivolo in lamiera traforata, e corrimano torniti. La tecnologia della fonderia permetteva di produrre elementi ripetitivi identici — ogni gradino uguale al precedente — a costi che la pietra intagliata non avrebbe mai permesso. Il risultato è una scala regolare, quasi meccanica nella sua perfezione, molto diversa dalla naturalità organica della pietra.

I piani interni: vita dentro la torre

La divisione interna di un faro in pietra non era lasciata al caso. Nei fari offshore britannici e irlandesi dello standard del Commissioners of Irish Lights o della Northern Lighthouse Board, il programma spaziale era praticamente codificato: cisterna dell'acqua piovana al piano terra, deposito dell'olio al secondo piano, stanza del servizio (dove si puliva l'ottica e si riparavano gli strumenti) al terzo, camera da letto del guardiano al quarto o quinto, anticamera della lanterna con scaffali per gli attrezzi all'ultimo piano prima della cima.

Le camere dei guardiani erano piccole — spesso appena 3 metri di diametro — ma funzionali. I mobili erano fissi o ripiegabili: un letto a parete, un tavolo ribaltabile, scaffali incassati nello spessore della muratura. I muri erano spessi abbastanza da essere cavi: i condotti di ventilazione, i tubi dell'acqua e i percorsi dei cavi elettrici (nei fari elettrificati a partire dalla fine dell'800) correvano all'interno della muratura stessa.

Il Fastnet Rock Lighthouse, costruito tra il 1899 e il 1904, ha quattro piani abitabili sopra il piano terra della stazione, con una scala in granito di 89 gradini fino alla galleria esterna sotto la lanterna. La stanza del servizio al quarto piano conserva ancora il meccanismo di rotazione originale, un'opera di ingegneria di grande precisione che sarà descritta a parte.

La galleria esterna e la sala lanterna

Prima di entrare nella lanterna, chi sale al faro passa per la galleria esterna: una piccola balconata che corre tutt'intorno alla torre, separata dalla sala lanterna da una finestra. La galleria serviva a più scopi: permetteva ai guardiani di pulire i vetri della lanterna dall'esterno, di ispezionare lo stato della copertura metallica, e di osservare il meteo e le condizioni del mare senza esporre l'ottica alla pioggia. Su molti fari la galleria è dotata di una ringhiera in ghisa con pattern decorativi — trifogli, onde, dischi — che variavano a seconda del produttore e dell'authority committente.

La sala lanterna è lo spazio più prezioso della torre. Una struttura multangolare in ghisa e vetro, spesso ottagonale o dodecagonale, regge i pannelli di vetro piano o curvo che circondano l'ottica. Il vetro dei vecchi fari non era semplice vetro da finestra: doveva essere il più trasparente possibile, senza le bolle e le striature che il vetro industriale dell'epoca presentava. I grandi produttori — Chance Brothers in Inghilterra, Barbier & Bénard in Francia — fornivano vetri speciali prodotti con grande cura.

Al centro della sala lanterna stava il cuore del sistema: la lente di Fresnel montata sul suo piedistallo rotante, immersa nel bagno di mercurio che riduceva l'attrito della rotazione, collegata via trasmissione meccanica al meccanismo a orologeria nella stanza sottostante. Tutto in uno spazio che nei fari minori poteva essere meno di 3 metri di diametro.

Fari visitabili e interni conservati

Molti fari storici sono oggi aperti al pubblico, e la visita degli interni rimane un'esperienza difficilmente replicabile. Il Cape Hatteras Lighthouse in North Carolina, la torre più alta degli Stati Uniti con i suoi 59 metri, ha una scala di 257 gradini in ghisa — un'ascesa che richiede circa venti minuti e offre una vista sull'oceano che il guardiano di turno aveva ogni notte. La torre è stata spostata di 884 metri verso l'entroterra nel 1999, un'operazione di ingegneria straordinaria che ha preservato intatti tutti i suoi interni.

In Italia, il faro di Genova — la Lanterna — è il più antico faro attivo al mondo ancora nella posizione originale. La torre attuale risale al 1543, anche se ricostruita più volte. I suoi interni ospitano oggi un museo della storia marittima genovese. La scala interna, in pietra, ha 172 gradini con una rampa stretta che a tratti si restringe fino a consentire il passaggio di una sola persona. La visita è possibile nei fine settimana e offre una prospettiva unica sulla storia dei fari mediterranei.

La mappa interattiva include le indicazioni di visitabilità per molti fari attivi e dismessi. Pianificare un viaggio per salire la scala di un faro storico è uno dei modi più diretti per capire cosa significasse vivere e lavorare in uno di questi edifici straordinari.