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Bell Rock e Skerryvore

Due scogli, due capolavori

A undici miglia nautiche al largo di Arbroath, sulla costa orientale della Scozia, lo scoglio di Bell Rock affiora appena sopra il livello del mare durante le basse maree più sostenute — e per il resto del ciclo tidale è invisibile, nascosto da acqua torbida e dalla schiuma prodotta dal mare del Nord. A circa 12 miglia a sudovest dell'isola di Tiree, nel mare delle Ebridi, lo scoglio di Skerryvore è permanentemente sommerso salvo che in condizioni di marea eccezionalmente bassa. Su entrambi questi pericoli invisibili, nel corso della prima metà del XIX secolo, gli ingegneri scozzesi eressero torri in muratura che resistono ancora oggi, considerate tra i più grandi risultati dell'ingegneria civile vittoriana.

Le due strutture condividono la stessa famiglia di progettisti — i Stevenson — e la stessa filosofia costruttiva. Eppure differiscono nel carattere: Bell Rock è la più antica delle due, frutto di condizioni drammatiche e di un cantiere spettacolare; Skerryvore è più alta, più elegante nella sua proporzione e, secondo molti ingegneri strutturali, la più bella torre mai eretta sul mare aperto.

Bell Rock: la costruzione nell'ombra del naufragio

La necessità di Bell Rock era stata segnalata da generazioni di marinai. Il relitto del HMS York nel 1804, con la perdita di 491 uomini dell'equipaggio, rese il caso incontrovertibile. Robert Stevenson, ingegnere del Northern Lighthouse Board e fondatore della dinastia lighthouse degli Stevenson, ottenne la commissione e iniziò la progettazione ispirandosi al Eddystone Lighthouse di John Smeaton, la torre di granito eretta quarant'anni prima sulla Manica.

I lavori iniziarono nel 1807. Le finestre operative sul cantiere erano strette: durante le basse maree l'equipaggio disponeva di circa due ore di lavoro prima che l'acqua risalisse. Il primo anno fu dedicato a modellare la base dello scoglio — tagliare e sgrossare la roccia calcarea per ricevere le fondamenta della torre. Gli operai dormivano su una imbarcazione di appoggio, il tender Smeaton, che a sua volta trasportava materiali e lavoratori dalle stazioni a terra.

La costruzione procedette per cicli stagionali. Ogni estate, le squadre ritornavano per posare ulteriori filari di mattoni, ciascuno intrecciato con il precedente secondo la tecnica di Smeaton dell'incastro alternato. La torre cresce rastremandosi dai 13 metri di diametro alla base ai 5 metri alla lanterna, con pareti di granito grigio di Aberdeen alte 35,3 metri sopra la base dello scoglio. Il faro fu acceso per la prima volta l'1 febbraio 1811, emettendo una luce alternata bianco-rossa visibile per 15 miglia nautiche. Ha funzionato, con pochissime interruzioni, per oltre due secoli.

Skerryvore: l'eleganza dell'estremo

Alan Stevenson, figlio di Robert, progettò Skerryvore tra il 1838 e il 1844. Aveva appena trentun anni quando ottenne la commissione. Lo scoglio su cui doveva lavorare era, se possibile, ancora più difficile di Bell Rock: più remoto, più esposto, con meno finestre operative per le condizioni meteorologiche delle Ebridi. I diari di Stevenson descrivono stagioni costruttive in cui la pioggia orizzontale e i venti forza 10 rendevano impossibile lavorare per settimane intere.

La torre che ne risultò è alta 48,8 metri — la più alta della Scozia — con un diametro alla base di 15 metri che si riduce elegantemente alla sommità. Stevenson scelse il granito di Hynish come materiale principale, con intarsi di ardesia grigia, e calcolò una curvatura leggermente concava nel profilo esterno che dissipa l'energia delle onde più efficacemente di una parete verticale rettilinea. La matematica alla base di questa curvatura fu verificata sperimentalmente in scala ridotta prima di essere applicata alla struttura completa.

La luce fu accesa per la prima volta il 1 febbraio 1844, mostrando un'alternanza bianco-rossa con portata di 18 miglia nautiche. La lente di Fresnel di primo ordine installata da Stevenson era, per l'epoca, lo strumento ottico più potente mai montato in un faro britannico.

Due torri, stesso principio: l'incastro interlocking

Sia a Bell Rock che a Skerryvore, la soluzione al problema fondamentale — costruire in muratura senza cemento capace di resistere alle forze dinamiche del mare aperto — fu la tecnica dell'incastro dei blocchi. Ogni pietra è sagomata con code e rientranze che si bloccano con quelle delle file adiacenti, trasformando la torre da una semplice pila di massi in una struttura monolitica. Quando le onde colpiscono la torre con forza equivalente a decine di tonnellate per metro quadrato, ogni blocco trasmette il carico all'intera struttura piuttosto che essere espulso individualmente.

Questa tecnica era stata sviluppata da John Smeaton per Eddystone ed era nota in teoria. Il merito degli Stevenson fu di applicarla in condizioni di costruzione incomparabilmente più difficili: cantieri offshore raggiungibili solo in finestre meteo favorevoli, con materiali sollevati a mano da barche in movimento su acque agitate.

L'eredità degli Stevenson

Robert Louis Stevenson, nipote di Robert e figlio di Thomas, nacque in questa famiglia di costruttori di fari prima di diventare l'autore de 'L'Isola del Tesoro'. La sua infanzia fu segnata dai racconti delle costruzioni offshore; il suo saggio 'Records of a Family of Engineers' è un'elegia a questo mondo di progettisti illuminati.

Sia Bell Rock che Skerryvore sono ancora in funzione, automatizzati rispettivamente nel 1988 e nel 1994. Bell Rock è diventato un sito patrimonio; Skerryvore è raggiungibile solo via elicottero o barca specializzata e non è accessibile ai visitatori. Entrambe le torri continuano a emettere i loro segnali luminosi attraverso le notti dell'Atlantico settentrionale. Apri la mappa per localizzarle nel contesto della rete di fari scozzesi.

La tempesta del 1954 e la resilienza di Skerryvore

Nel 1954, un'ondata anomala generata da una tempesta atlantica di eccezionale intensità colpì Skerryvore con sufficiente forza da distruggere la lanterna e danneggiare seriamente la camera della luce. Il guardiano sopravvisse riprendosi nella camera inferiore; la torre in muratura non subì danni strutturali. Fu riparata e riaccesa. Sessant'anni dopo il ripristino, la struttura non ha mostrato segni di degrado strutturale significativi — una testimonianza delle previsioni di Alan Stevenson, che progettò la torre per durare almeno mille anni.

Bell Rock ha mostrato una resilienza simile. I sopralluoghi periodici da parte del Northern Lighthouse Board non hanno mai rilevato fratture nelle fondamenta o perdita significativa di materiale dalla muratura esposta. In un'era in cui le strutture offshore in acciaio richiedono manutenzione continua contro la corrosione, le torri in muratura degli Stevenson dimostrano che la scelta del materiale, quando corretta, supera qualsiasi altra considerazione ingegneristica.