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I 10 fari più straordinari del Giappone

Il Giappone è un arcipelago di quasi 7.000 isole circondato da quattro corpi d'acqua distinti — il Pacifico, il Mar del Giappone, il Mar di Okhotsk e il Mar della Cina Orientale — con una costa totale di circa 29.800 chilometri. La segnalazione marittima moderna fu introdotta durante la Restaurazione Meiji a partire dal 1868, quando il governo giapponese assunse ingegneri britannici e francesi per costruire una rete di fari lungo le rotte commerciali internazionali. Richard Henry Brunton, ingegnere scozzese, progettò da solo tra il 1868 e il 1876 oltre trenta fari, guadagnandosi il soprannome di 'padre dei fari giapponesi'. La Japan Coast Guard gestisce oggi oltre tremila strutture di segnalazione lungo le coste nazionali.

1. Faro di Inubosaki, Chiba

Il faro di Inubosaki sorge sull'estremità orientale della penisola di Boso, il primo grande capo che i naviganti incontrano entrando nel Pacifico provenendo da Tokyo. Costruito nel 1874 su progetto di Richard Henry Brunton, la torre in mattoni è alta 31 metri e fu una delle prime strutture in muratura moderna dell'era Meiji. La luce emette un lampo bianco ogni 15 secondi con portata di 21 miglia nautiche, segnalando il capo e la pericolosa corrente del Kuroshio che scorre al largo. L'edificio del guardiano è convertito in museo dedicato a Brunton e alla storia dell'illuminazione costiera giapponese. Il faro è aperto al pubblico tutti i giorni eccetto il lunedì; raggiungibile in treno da Tokyo in circa due ore.

2. Faro di Cape Shiriya, Aomori

Cape Shiriya si trova all'estremità nordorientale dell'Honshu, dove lo stretto di Tsugaru separa l'isola principale dall'Hokkaido. Il faro, costruito nel 1876 in pietra bianca su un terreno basaltico ventoso, è una delle strutture più settentrionali dell'Honshu con la sua torre alta 33 metri. La luce emette due lampi bianchi ogni 14 secondi con portata di 22 miglia nautiche, segnalando il capo ai traghetti e ai mercantili che attraversano lo stretto verso l'Hokkaido. Cape Shiriya è noto anche per la popolazione di cavalli selvatici che pascola liberamente sul promontorio; il contrasto tra le fattezze europee del faro e il paesaggio nordico dell'Aomori è straordinario. Visitabile da aprile a ottobre.

3. Faro di Daiosaki, Mie

Il faro di Daiosaki è costruito su un promontorio basaltico spettacolare nella penisola di Shima, nella prefettura di Mie, incastonato tra scogliere erose dal Pacifico e pinete costiere. Costruito nel 1927, è una torre in cemento bianca alta 23 metri; la luce emette un lampo bianco ogni cinque secondi con portata di 18 miglia nautiche, segnalando le acque intorno alla Penisola di Kii. La struttura è raggiungibile a piedi da un parcheggio a valle; il sentiero costiero che circonda il promontorio offre vedute eccezionali sulle scogliere e sulle isole sparse nel Pacifico. Il faro è aperto alla visita nei fine settimana; il complesso include un vecchio carro armato della Seconda Guerra Mondiale lasciato a decadere sulla scogliera come memento bellico.

4. Faro di Cape Muroto, Kochi

Cape Muroto segna l'estremità meridionale della penisola di Muroto, una delle punte più esposte del Pacifico giapponese. Il faro, costruito nel 1899, è uno dei più potenti del Giappone: la torre in cemento bianca alta 24 metri è posizionata su una scogliera a 143 metri sul livello del mare, portando la portata effettiva della luce a 49 miglia nautiche — eccezionale per qualsiasi faro al mondo. La luce emette un lampo bianco ogni 15 secondi. La penisola di Muroto è colpita regolarmente dai tifoni del Pacifico; il faro fu costruito per resistere a condizioni estreme. Nel 1998 fu designato patrimonio storico della prefettura. Aperto ai visitatori; il sentiero costiero attorno al capo è percorribile in circa un'ora.

5. Faro di Izu Oshima, Tokyo

L'isola di Oshima, la più grande dell'arcipelago delle Izu, sorge a circa cento chilometri a sud di Tokyo nel Pacifico. Il faro, costruito nel 1869 su progetto di Richard Henry Brunton — uno dei suoi primissimi lavori in Giappone — è una torre cilindrica bianca alta 16 metri posizionata sul fianco del vulcano Mihara. La luce emette un lampo bianco ogni tre secondi con portata di 19 miglia nautiche, segnalando l'isola ai naviganti che attraversano il Canale di Sagami. Il faro è uno dei siti Brunton più accessibili; raggiungibile con traghetto da Tokyo in meno di due ore, è circondato da uno dei più spettacolari paesaggi vulcanici dell'arcipelago giapponese.

6. Faro di Kannonzaki, Kanagawa

Il faro di Kannonzaki, sulla punta del promontorio omonimo che si protende nello stretto di Uraga all'ingresso della baia di Tokyo, ha una storia particolare: fu il primo faro moderno costruito in Giappone nel 1869, originariamente in legno su progetto francese. La struttura attuale in cemento bianco, alta 19 metri, risale al 1925 dopo che i terremoti avevano danneggiato le versioni precedenti. La luce lampeggia ogni 15 secondi con portata di 15 miglia nautiche, guidando il traffico marittimo densissimo dello stretto di Uraga, attraverso cui transitano quotidianamente centinaia di navi dirette al porto di Yokohama e di Tokyo. Il museo del faro all'interno del parco è tra i più completi del Giappone sull'argomento.

7. Faro di Jogashima, Kanagawa

Jogashima è un'isola basaltica al largo della penisola di Miura, collegata alla terraferma da un ponte. Il faro, costruito nel 1869 su progetto di Brunton e ricostruito in cemento nel 1920, è la struttura più vecchia dell'elenco storico dei fari di Brunton ancora in posizione originale. La torre bianca è alta 13 metri e la luce emette un lampo bianco ogni tre secondi con portata di 17 miglia nautiche, segnalando la punta meridionale della penisola di Miura e le correnti dell'ingresso alla baia di Sagami. Il faro è visibile dal sentiero costiero dell'isola; le scogliere di basalto colonnare sotto di esso sono tra le formazioni geologiche più suggestive della regione di Kanagawa.

8. Faro di Wakamatu, Fukuoka

Il faro di Wakamatsu segna l'ingresso alla baia di Dokai, il porto industriale della città di Kitakyushu nella prefettura di Fukuoka. La torre in cemento, alta 21 metri, risale al 1935 ed emette una luce lampeggiante bianca e rossa ogni cinque secondi con portata di 14 miglia nautiche. La baia di Dokai fu uno dei centri industriali più importanti del Giappone del dopoguerra, e il faro ha guidato per decenni le petroliere e le navi da carico che alimentavano gli altiforni di Nippon Steel. Automatizzato negli anni Ottanta, è ancora attivo; la zona industriale circostante è oggi oggetto di riqualificazione e il faro si trova all'interno di un parco pubblico.

9. Joyato (antico faro), Nagasaki

A Dejima, il minuscolo isolotto artificiale di Nagasaki dove dal 1641 al 1853 i mercanti olandesi della VOC erano confinati come unici rappresentanti del commercio occidentale in Giappone, si trova il Joyato — un antico faro lanterna di pietra su basamento ottagonale, risalente al XVII secolo. Non era un faro nel senso moderno del termine ma una luce di porto, alimentata ad olio di balena, che guidava le imbarcazioni all'interno del porto chiuso di Nagasaki durante i secoli del Sakoku. Oggi Dejima è un sito museale ricostruito; il Joyato è conservato come reperto storico all'interno del parco, visibile durante l'orario di apertura del museo. È uno dei rarissimi esempi di segnalazione luminosa pre-Meiji sopravvissuta in Giappone.

10. Faro di Cape Muroto — Antenna Sud, Kochi

A pochi chilometri dal faro principale di Cape Muroto si trova una stazione di segnalazione sussidiaria che completa il sistema di segnalazione del capo meridionale della penisola di Muroto. La struttura, un semplice pilone con luce lampeggiante rossa ogni tre secondi e portata di 6 miglia nautiche, è posizionata a livello del mare per segnalare le secche basaltiche che affiorano quando la marea è bassa. Funziona in combinazione con il faro principale per garantire una copertura totale del capo in tutte le condizioni di visibilità e marea. Cape Muroto è una delle aree costiere più studiate del Giappone per la geologia, con rocce metamorfiche che affiorano direttamente dalla profondità della fossa del Nankai.

I fari giapponesi rappresentano un capitolo straordinario della storia dell'ingegneria Meiji, quando in pochi decenni un paese che si era chiuso per secoli al commercio internazionale costruì una rete di segnalazione costiera all'altezza degli standard europei. Per esplorare la mappa completa dei fari giapponesi e pianificare la visita, Apri la mappa. La primavera (marzo-maggio) e l'autunno (ottobre-novembre) sono le stagioni ideali per visitare i fari della costa del Pacifico; la maggior parte delle strutture storiche è aperta al pubblico nei fine settimana con possibilità di visita guidata.