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I grandi salvataggi dei fari

Quando i guardiani divennero eroi

I guardiani dei fari erano funzionari tecnici, non marinai di salvataggio. Il loro dovere era mantenere la luce accesa, tenere il registro delle osservazioni, e segnalare alle autorità il passaggio delle navi. Eppure, per la sola ragione geografica — le stazioni di faro sorgevano esattamente lì dove il mare era più pericoloso — molti guardiani si trovarono a dover scegliere tra l'osservare da lontano un naufragio e rischiare la vita per tentare di salvare i sopravvissuti. Le storie di questi salvataggi formano un capitolo a parte nella storia marittima: episodi di coraggio individuale non cercato, nato dalla vicinanza al pericolo piuttosto che dalla vocazione militare.

Grace Darling e il Forfarshire

Il più famoso di questi salvataggi avvenne il 7 settembre 1838 sulle Farne Islands, al largo della Northumberland. Il piroscafo Forfarshire stava navigando da Hull a Dundee quando la sua caldaia iniziò a perdere e il capitano William Humble tentò di avvicinarsi alla costa per rifugiarsi. Nella notte tempestosa, la nave si spezzò su Big Harcar, una roccia piatta a poca distanza dal faro di Longstone, dove William Darling era guardiano capo con sua figlia Grace.

All'alba, Grace Darling — ventidue anni — vide attraverso il telescopio del faro alcune figure aggrappate ai resti dello scafo. Nonostante il mare grosso e i venti forti, convinse il padre ad armare il coble (una piccola imbarcazione aperta da pesca nordinglese) e a remare verso la roccia. Raggiunsero i sopravvissuti in due viaggi, salvando in totale nove persone delle 62 a bordo: le altre erano annegate durante la notte o erano state evacuate su scialuppe di salvataggio che avevano raggiunto South Shields.

Il salvataggio divenne immediatamente una storia nazionale. I giornali vittoriani trasformarono Grace Darling in una simbolo di virtù femminile — coraggiosa ma pudica, eroica ma devota al padre — e lei fu sommersa da richieste di ritratti, ciocche di capelli, autografi. Morì di tubercolosi nel 1842, a soli ventisei anni, troppo presto per beneficiare della fama che l'aveva circondata. La tomba di Grace Darling è ancora visitabile a Bamburgh, e il museo a lei dedicato a Bamburgh raccoglie il coble originale con cui fu effettuato il salvataggio.

Ida Lewis e il faro di Lime Rock

Se Grace Darling è l'eroina inglese dei fari, Ida Lewis è la sua controparte americana. Ida Lewis nacque nel 1842 e trascorse quasi tutta la sua vita al faro di Lime Rock, nella baia di Newport nel Rhode Island, dove suo padre era guardiano. Quando il padre fu colpito da un ictus nel 1857, Ida assunse di fatto la gestione del faro a quindici anni, ufficialmente riconosciuta come guardiana solo nel 1879.

Nel corso della sua carriera, Ida Lewis salvò diciotto persone, la prima delle quali erano quattro giovani che si erano rovesciati con la loro barca nel 1854. Gli episodi più noti includono il salvataggio del 1869 di due soldati dell'esercito americano la cui imbarcazione si era capovolta durante una tempesta, e un'altra operazione nel 1881 in cui salvò una donna durante una bufera di neve. Il presidente Ulysses Grant la visitò personalmente per ringraziarla, e Susan B. Anthony la citò come esempio di capacità femminile in un'epoca in cui le donne non avevano ancora il diritto di voto.

Ida Lewis morì nel 1911 all'interno del faro di Lime Rock, che oggi porta il suo nome: Ida Lewis Rock Lighthouse.

Il salvataggio di Wickie Gustafsson

Meno conosciuto fuori dalla Svezia, ma ugualmente significativo, è il salvataggio effettuato nel novembre 1875 da un guardiano del faro di Söderarm, nell'arcipelago svedese. Wickie Gustafsson, che aveva sostituito temporaneamente il guardiano titolare ammalato, vide una goletta investire gli scogli durante una notte di tempesta. Scese sulla roccia con delle corde e, con l'aiuto del suo unico assistente, riuscì a trarre in salvo i quattro membri dell'equipaggio uno per uno. La Svezia insignì Gustafsson della medaglia d'oro al valore marittimo, una decorazione raramente concessa a civili.

Il Cape Hatteras durante gli uragani

I guardiani del Cape Hatteras Lighthouse in North Carolina operarono durante decine di uragani nell'Ottocento, e la stazione fu teatro di episodi di salvataggio numerosi ma meno noti di quelli europei, in parte perché le acque al largo erano teatro di naufragi multipli durante le stesse tempeste. Nel 1878, durante il naufragio del piroscafo Metropolis al largo di Currituck Beach (a nord di Hatteras), il guardiano John Gaskill e la sua famiglia contribuirono ai soccorsi trasportando i superstiti a terra dopo che il salvamento dalla riva aveva fallito il primo tentativo.

Gli equipaggi delle stazioni di salvataggio costiero americane (USLSS, United States Life-Saving Service) lavoravano spesso in coordinamento con i guardiani dei fari, e molte delle stazioni USLSS erano situate nei pressi dei fari stessi. Questa cooperazione informale tra le due istituzioni fu istituzionalizzata dalla fondazione nel 1915 della United States Coast Guard, che incorporò entrambe.

Il faro di Longstone dopo Grace Darling

La storia del faro di Longstone non finì con Grace Darling. Il sito, nelle Farne Islands, rimase operativo per tutto l'Ottocento e oltre. Nel 1940, durante la Seconda Guerra Mondiale, il guardiano del faro registrò nel suo libro di bordo l'avvistamento di un aereo da guerra abbattuto che precipitava in mare, ma le condizioni rendevano impossibile qualsiasi tentativo di soccorso. La stazione fu automatizzata nel 1990.

Le Farne Islands sono oggi una riserva naturale gestita dal National Trust, e il faro di Longstone è visitabile in barca durante la stagione estiva. La roccia su cui si spezzò il Forfarshire è ancora visibile con la bassa marea, silenziosa testimonianza dell'evento che rese famosa una giovane donna del Northumberland.

La questione del dovere e del rischio

Una caratteristica comune a quasi tutti i salvataggi effettuati da guardiani di faro è che nessuno era obbligato a farlo. I regolamenti delle autorità lighthouse dell'Ottocento non includevano obblighi di salvataggio in acque aperte: era troppo pericoloso, troppo lontano dalle mansioni ufficiali. Grace Darling, Ida Lewis, i guardiani svedesi e americani agirono di propria iniziativa, spesso contro il parere o l'esitazione dei colleghi.

Questa dimensione di scelta libera è ciò che li ha resi eroi nel senso più preciso del termine. Non eseguivano un ordine, non seguivano un addestramento specifico, non erano assicurati contro i rischi di quelle operazioni. Vedevano persone in pericolo di vita a poca distanza e decidevano di agire, usando i mezzi che avevano a disposizione — un coble, delle corde, la conoscenza delle correnti locali — contro un mare che avrebbe potuto ucciderli quanto le vittime che cercavano di salvare.

La storia di questi salvataggi ha contribuito a formare l'immagine culturale del guardiano di faro come figura nobile e solitaria: non solo tecnico dell'illuminazione, ma sentinella che veglia sui naviganti anche quando la luce non basta.

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