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Fari, disastri e naufragi

Il paradosso del faro e del naufragio

C'è un paradosso nella storia dei fari: molte delle torri più famose esistono perché un naufragio precedente ne aveva dimostrato la necessità. Il faro viene costruito dopo la tragedia, non prima; è la risposta a una perdita già avvenuta, un monumento agli affogati tanto quanto un segnale per i naviganti futuri. Questa logica reattiva caratterizza buona parte della storia dell'illuminazione costiera fino al XX secolo: si aspettava la catastrofe, poi si costruiva.

Allo stesso tempo, i fari stessi erano soggetti ai disastri: tempeste di violenza inimmaginabile, errori costruttivi, sabotaggio in tempo di guerra, incendi accidentali. Le storie dei fari distrutti o gravemente danneggiati dalle forze naturali formano un capitolo a parte nella storia marittima, rilevante non solo per le vite perdute ma per le soluzioni ingegneristiche straordinarie che quei fallimenti resero necessarie.

Il Diamond Shoals e Cape Hatteras

I Diamond Shoals, i banchi di sabbia che si protendono per oltre quindici chilometri al largo di Cape Hatteras nella Carolina del Nord, hanno inghiottito centinaia di navi nel corso dei secoli. La zona è chiamata "cimitero dell'Atlantico" (Graveyard of the Atlantic), e non è una metafora: le stime storiche parlano di oltre mille naufragi documentati solo nel tratto di costa tra Cape Fear e Cape Hatteras, con picchi di disastri durante le guerre d'indipendenza e di secessione quando le navi viaggiavano senza protezione militare.

Il primo faro a Cape Hatteras fu costruito nel 1803, ma già all'epoca era criticato per essere troppo basso (solo 27 metri di altezza del piano focale) e per l'insufficiente qualità della luce. I naufragi continuarono. Il Congresso americano autorizzò la ricostruzione nel 1867, e la nuova torre — i 63 metri che ancora oggi dominano l'Outer Banks — fu completata nel 1870. Da allora il tasso di naufragi nella zona si ridusse drasticamente, ma non a zero: la tempesta del 1933 devastò diversi pescherecci nelle vicinanze, e l'uragano Gloria del 1985 danni la stazione.

Il Minot's Ledge e la torre di ferro

Il Minot's Ledge, un ammasso di rocce appena sotto la superficie nel Massachussets Bay al largo di Cohasset, fu responsabile di almeno quaranta naufragi prima che il governo americano decidesse di costruirvi sopra un faro. Il primo faro, costruito nel 1847 su una struttura di pali di ferro conficcati nella roccia (la tecnica screwpile adattata alla roccia dura), fu inaugurato nel 1850. Tenne meno di un anno.

Durante la tempesta del 16-17 aprile 1851, i due assistenti guardiani John Wilson e Joseph Antoine, incapaci di raggiungere la terraferma per il mare grosso, inviarono segnali di SOS suonando la campana della stazione. La torre cedette prima dell'alba del 17 aprile, e i due uomini perirono insieme alla struttura. La violenza di quella tempesta fu tale da sollevare e spostare blocchi di granito di diversi quintali dalla scogliera. Soltanto una campana della stazione fu recuperata dalla riva nei giorni successivi.

Il secondo faro di Minot's Ledge, costruito in granito del Massachusetts da un team di ingegneri del governo americano tra il 1855 e il 1860, fu progettato per resistere dove il predecessore aveva fallito. La costruzione richiese cinque anni a causa dell'accessibilità limitatissima allo scoglio (solo 75 giorni lavorativi sul sito in cinque anni, a causa del mare), e la torre risultante — 27 metri di granito interlocked con incastri a coda di rondine — è ancora in piedi e operativa.

L'Eddystone e i suoi predecessori

La storia del faro di Eddystone, su una scogliera nella baia di Plymouth, comprende quattro torri distinte e una serie di disastri che sembrano quasi impossibili da credere se raccontati uno di seguito all'altro.

La prima torre, costruita da Henry Winstanley nel 1698, era una struttura in legno di design eccentrico con ornamenti decorativi e allargamenti nella parte superiore della torre. Winstanley era talmente sicuro della sua solidità da dichiarare di volersi trovare all'interno durante la peggior tempesta mai vista. Il 26-27 novembre 1703, la Grande Tempesta — il più devastante evento meteorologico della storia britannica moderna, con venti stimati oltre i 200 km/h — distrusse completamente la struttura. Winstanley era dentro. Il suo corpo non fu mai trovato.

La seconda torre, costruita in legno da John Rudyerd nel 1706, resistette quarantatré anni prima di essere distrutta da un incendio nel 1755. Il fuoco partì dalla lanterna durante la notte, e uno dei tre guardiani presenti morì dopo avere ingurgitato del piombo fuso che cadeva dal tetto della lanterna (la storia è documentata nel referto del medico che lo visitò).

La terza torre, costruita da John Smeaton tra il 1756 e il 1759, fu la prima grande torre offshore in muratura a sopravvivere indefinitamente. Fu attiva fino al 1877, quando fu smontata per ragioni non di danni strutturali ma di cedimento della roccia sottostante, e ricostruita (in parte) su Plymouth Hoe come monumento. La quarta torre, costruita nello stesso sito da James Douglass nel 1882, è quella tuttora operativa.

I fari in guerra

La Seconda Guerra Mondiale fu particolarmente devastante per i fari europei. I fari erano obiettivi militari: da un lato i belligeranti cercavano di tenerli operativi per la propria navigazione (spesso oscurandoli verso certi settori e tenendoli accesi verso altri), dall'altro la logica della guerra richiedeva di oscurare le coste amiche e di danneggiare quelle nemiche.

Il faro di Phare de la Jument in Bretagna fu danneggiato dall'occupazione tedesca. Molti fari delle isole del Pacifico furono distrutti o danneggiati durante i combattimenti tra americani e giapponesi. Il faro di Phare du Créac'h sull'isola di Ouessant, uno dei più potenti d'Europa, fu disattivato durante la guerra e riattivato solo nel 1945.

In Italia, numerosi fari subirono danni durante i bombardamenti alleati del 1943-1944. Il faro di Capo d'Anzio fu danneggiato durante lo sbarco alleato di Anzio nel gennaio 1944, e il faro di Punta Carena a Capri fu parzialmente colpito.

Le frane e i cedimenti costieri

Un pericolo meno spettacolare ma costante per i fari costruiti sulle scogliere è l'erosione costiera. La costa erode: i fari costruiti sull'orlo di scogliere nel XIX secolo si trovano oggi in posizioni sempre più precarie man mano che il bordo del precipizio si avvicina. Il Cape Hatteras Lighthouse, come già detto, fu spostato nel 1999 proprio per questo motivo.

Il Dunwich Lighthouse nel Suffolk, England, fu demolito nel 1904 perché il villaggio intorno ad esso stava lentamente scivolando nel mare per erosione — lo stesso processo che nei secoli precedenti aveva inghiottito la città medievale di Dunwich, una volta tra le più importanti d'Inghilterra. Il Nauset Light in Massachusetts fu spostato tre volte nel XX secolo per restare davanti alla linea di erosione della scogliera di outer Cape Cod.

Queste storie ricordano che i fari, costruiti per sfidare il mare, alla fine devono sempre fare i conti con la lenta ma inesorabile trasformazione delle coste che presidiano. Apri la mappa e individua i fari nei tratti di costa più esposti — molti di essi portano nella loro storia almeno un disastro che ne ha forgiato la forma attuale.