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La storia del faro di Eddystone

Lo scoglio più pericoloso della Manica

A quattordici chilometri a sudovest di Plymouth, nel mezzo della rotta marittima tra il porto inglese e la Bretagna francese, una serie di punte di gneiss affiora dal fondo della Manica. Lo scoglio di Eddystone — il nome deriva dall'inglese antico 'eddy', mulinello — emerge per pochi metri sopra il livello del mare durante l'alta marea e si trova direttamente sulla via di qualunque nave diretta verso Plymouth o in uscita da essa. Nei decenni precedenti al primo faro, un numero imprecisato di navi vi si erano infrante; la stima conservativa è di almeno cinquanta relitti documentati nel solo XVII secolo.

Nessun'altra struttura nella storia della tecnologia dei fari ha richiesto quattro tentativi successivi per produrre una soluzione duratura. La storia di Eddystone è la storia di come l'ingegneria ha imparato, attraverso fallimenti catastrofici, a costruire nel mare aperto.

Prima torre: Winstanley e la catastrofe del 1703

Henry Winstanley era un eccentrico ingegnere e imprenditore di Littlebury, nell'Essex. Aveva perso navi su Eddystone e decise personalmente di risolve il problema. La sua prima torre in legno fu terminata nel 1698: una struttura ottagonale con una galleria esterna, lanterne colorate e decorazioni elaborate che la resero più simile a un palazzo fantastico che a un faro funzionale. Winstanley la modificò e la rinforzò più volte, aumentandone le dimensioni fino a renderla più alta e più ornata della versione originale.

Aveva dichiarato pubblicamente di volersi trovare nella torre durante 'the greatest storm there ever was'. Nella notte del 26-27 novembre 1703, la Grande Tempesta — la più violenta mai registrata nelle isole britanniche, con venti stimati tra 115 e 130 chilometri orari — si abbatté sulla Manica. All'alba non restava nulla di Winstanley, della sua torre e delle cinque persone che erano con lui. Lo scoglio era di nuovo nudo.

Seconda torre: Rudyerd e il disastro del fuoco

John Rudyerd era un drappiere londinese senza formazione ingegneristica formale, ma con un senso pratico dell'aerodinamica che Winstanley non aveva avuto. La sua torre, completata nel 1709, era bassa, conica e costruita principalmente in legno di quercia con anelli di ferro. Il profilo rastremato offriva meno resistenza al vento rispetto all'ornamentazione eccessiva di Winstanley. La struttura sopravvisse a quarantacinque anni di tempeste atlantiche.

La distrugge, ironia della sorte, non il mare ma il fuoco. Nella notte del 2 dicembre 1755, la lampada a candelabro nella lanterna prese fuoco. I guardiani tentarono di spegnere le fiamme, ma la struttura in legno impiegò quattro ore a bruciare completamente. Uno dei guardiani aveva alzato lo sguardo durante i tentativi di soffocamento e del piombo fuso dalla copertura del tetto gli era caduto in gola; morì nove giorni dopo, e all'autopsia furono trovati 200 grammi di piombo nel suo stomaco.

Terza torre: Smeaton e la svolta della muratura

John Smeaton era un ingegnere civile di Leeds, fondatore della professione di civil engineer come disciplina autonoma. Quando fu incaricato di progettare il terzo faro di Eddystone nel 1756, iniziò con uno studio sistematico delle strutture naturali che resistevano all'azione del mare. Osservò la forma del tronco di una quercia — allargato alla base, affusolato verso l'alto, con una leggera curvatura convessa — e la adottò come modello per la sua torre.

La scelta del materiale fu altrettanto rivoluzionaria: granito di Portland, con blocchi sagomati per incastrarsi gli uni negli altri usando cedi e code alternate, rendendo ogni strato un elemento monolitico. Smeaton sviluppò anche una nuova miscela di calce idraulica capace di indurire sott'acqua — il precursore del cemento Portland moderno. La torre fu completata nel 1759 e accesa il 16 ottobre dello stesso anno, mostrando la luce per la prima volta a Plymouth dopo quattro anni di scogliera buia.

La torre di Smeaton resistette per 123 anni senza danni strutturali significativi. Fu dismessa non per debolezza propria ma perché lo scoglio sottostante mostrava segni di erosione alla base. La parte superiore della torre fu smontata e ricostruita sul lungomare di Plymouth, dove si trova ancora oggi come monumento storico; la base rimane sulla scogliera accanto al suo successore.

Quarta torre: Douglass e la torre definitiva

James Douglass, ingegnere capo di Trinity House, progettò il quarto faro di Eddystone, completato nel 1882. Più alto della torre di Smeaton — 49 metri dalla base alla sommità della lanterna — e costruito con granito di Dalbeattie, fu progettato per una scogliera più stabile a pochi metri dalla posizione originale. La luce di Fresnel di primo ordine installata da Douglass aveva portata di 17 miglia nautiche ed emetteva un lampo bianco ogni dieci secondi.

Questa è la torre che esiste oggi. Automatizzata nel 1982, è ancora in funzione e ancora visibile in condizioni di buona visibilità dalla costa di Plymouth. L'area marina attorno allo scoglio — parte di un sito di rilevanza storica per i numerosi relitti sul fondo — è frequentata da subacquei. Apri la mappa per localizzare Eddystone nel contesto della Manica inglese e dei fari circostanti.

L'eredità ingegneristica

La sequenza delle quattro torri di Eddystone rappresenta, compressa in meno di duecento anni, l'intera evoluzione della costruzione offshore: dal legno decorato alla struttura conica aerodinamica, alla muratura in pietra interlocking, alla torre in granito che bilancia resistenza strutturale e altezza operativa. Ogni fallimento ha insegnato qualcosa di preciso: Winstanley ha dimostrato che la forma conta quanto i materiali; Rudyerd ha dimostrato che la combustibilità è un rischio critico; Smeaton ha dimostrato che la muratura in pietra interlocking è la soluzione per il mare aperto; Douglass ha dimostrato che la stabilità delle fondamenta è il limite definitivo.

Gli ingegneri che costruirono Bell Rock, Skerryvore e Bishop Rock avevano tutti studiato Smeaton. Il suo principio dell'incastro dei blocchi è diventato lo standard per qualunque struttura in muratura sottoposta a carichi dinamici — ponti, dighe, edifici in zone sismiche. Un solo faro su uno scoglio oscuro della Manica ha cambiato il modo in cui si costruisce nel mondo.

Eddystone oggi

La torre del 1882 emette ancora il suo segnale dal buio della Manica occidentale. Non ha un guardiano dal 1982. I sistemi di monitoraggio remoto gestiti da Trinity House verificano il funzionamento della luce a LED — sostituzione moderna dell'originale lampada a vapori di kerosene — e dei generatori di backup. Lo scoglio è raggiungibile solo via mare in condizioni favorevoli; non è aperto ai visitatori. La storia delle sue quattro torri, però, è accessibile al Museo Marittimo Nazionale di Plymouth e nelle opere dell'ingegnere di Smeaton conservate presso la Royal Society di Londra.