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I fari più remoti del mondo

La definizione di remoto

Remoto, applicato a un faro, può significare cose diverse: lontano dalla terraferma più vicina, lontano da qualunque porto, raggiungibile solo in condizioni meteorologiche eccezionali, o situato in una zona del pianeta dove il traffico marittimo è così rarefatto che la stazione esiste quasi più come monumento alla navigazione che come necessità operativa. I fari più remoti del mondo soddisfano spesso tutti questi criteri simultaneamente.

La loro costruzione fu in molti casi un atto di determinazione politica oltre che di necessità tecnica: piantare una torre su uno scoglio atlantico o antartico significava affermare presenza, sovranità, competenza marinara. Non è un caso che molti dei fari più remoti furono costruiti da potenze coloniali nel XIX secolo, quando il controllo delle rotte oceaniche aveva implicazioni commerciali e militari di primaria importanza.

Les Éclaireurs, Beagle Channel, Argentina

Il faro di Les Éclaireurs si trova su uno scoglio basso nel Canale di Beagle, a pochi chilometri da Ushuaia, la città più meridionale del mondo. La torre rossa e bianca, alta 11 metri, costruita nel 1920, è spesso chiamata informalmente 'il faro alla fine del mondo', benché quel titolo spetti più propriamente al faro di San Juan de Salvamento sull'Isla de los Estados, 200 chilometri più a est. Les Éclaireurs è oggi raggiungibile nelle escursioni in barca da Ushuaia e in estate riceve molti visitatori — ma la sua posizione, con la corrente del Drake che gira attorno a Capo Horn appena più a sud, lo colloca in un ambiente marittimo tra i più severi del pianeta.

Il vero faro della fine del mondo è il Faro del Fin del Mundo su Isla de los Estados, ispirazione del romanzo di Jules Verne del 1905. La stazione originale, costruita nel 1884, fu abbandonata nel 1902; una torre di replica fu eretta nel 1998 dalla Marina Argentina ed è oggi presidiata stagionalmente.

Ile de Kerguelen e i fari del subantartico francese

Le isole Kerguelen, nel mezzo dell'Oceano Indiano meridionale a circa 3.000 chilometri da qualunque terraferma abitata in modo permanente, ospitano una base di ricerca francese e un faro che marca il canale di accesso alla baia di Courbet. La stazione non è accessibile ai turisti; i rifornimenti arrivano quattro volte all'anno via nave dalla Riunione. Il vento medio annuale supera i 60 chilometri orari; le raffiche da ovest possono superare i 200 km/h.

Più a est, le isole Heard, territorio australiano con un vulcano attivo, hanno avuto segnali nautici intermittenti ma non un faro permanente presidiatp. L'Antartide propriamente detto ha alcune luci automatiche in prossimità delle basi di ricerca.

Sule Skerry, Scotland, il più remoto del regno unito

Sule Skerry è uno scoglio basso a 38 miglia nautiche dalla terraferma più vicina delle Orcadi, in posizione di pieno Atlantico nord-orientale. Il faro fu costruito nel 1895 dal Northern Lighthouse Board su progetto di David Alan Stevenson, con una torre di 27 metri in granito grigio. La costruzione richiese tre stagioni estive perché le condizioni meteorologiche permettevano lavori solo in finestre di giorni consecutivi di bonaccia relativa.

Il faro era presidiato da squadre di tre guardiani che si alternavano ogni quattro settimane. I diari di Sule Skerry descrivono inverni in cui la stazione rimaneva isolata per settimane consecutive, con il mare che copriva la piattaforma di atterraggio e rendeva impossibile qualsiasi contatto fisico con la terraferma. Automatizzato nel 1982, è ancora in funzione con un lampeggio bianco ogni cinque secondi visibile per 17 miglia nautiche.

Flannan Isles: isolamento e mistero

Le isole Flannan, sette isolette spoglie a 21 miglia nautiche a ovest di Lewis nelle Ebridi Esterne, ospitano un faro costruito nel 1899. Nel dicembre 1900, la nave faro Hesperus arrivò per il cambio dei guardiani e trovò la stazione abbandonata: le lampade pulite, la cucina in ordine, le giacche dei guardiani appese ai ganci. I tre guardiani erano scomparsi senza lasciare tracce. L'indagine non produsse mai una spiegazione definitiva; l'ipotesi più probabile è che una delle frequenti ondate anomale avesse spazzato i tre uomini dagli scogli durante un'ispezione della piattaforma di atterraggio.

Il faro continua a funzionare in modo automatico. Non ha personale. Le Flannan Isles sono raggiungibili solo via barca da Stornoway in condizioni favorevoli.

Rocas Atoll, Brasile

Il Farol das Rocas, sull'Atollo delle Rocce nel Nordest del Brasile, è circondato dalla riserva biologica marina più restrittiva del Brasile e si trova a circa 145 miglia nautiche dalla città di Natal. L'atollo è basso, privo di acqua dolce naturale, esposto ai venti alisei per gran parte dell'anno. La torre bianca è servita da personale della Marina brasiliana che si alterna con rotazioni regolari.

I fari automatici dell'Atlantico

Numerosi fari nell'Atlantico centrale e meridionale operano senza personale su piattaforme offshore o su isolette minori. Il faro su Ilha da Trindade, nell'Atlantico meridionale a 1.100 chilometri dalla costa brasiliana, è gestito dalla Marina del Brasile in una stazione che serve anche funzioni di sorveglianza e ricerca. Il faro di Rockall, scoglio britannico contestato nell'Atlantico nord-orientale, non ha mai avuto una stazione permanente; le luci automatiche sono state installate sull'affioramento in varie configurazioni nel corso del XX secolo.

Visitare i luoghi più remoti

La maggior parte dei fari veramente remoti non è accessibile ai visitatori ordinari. Sule Skerry, le Flannan Isles e le Kerguelen richiedono imbarcazioni private e condizioni meteorologiche propizie; l'Antartide richiede partecipazione a programmi di ricerca o spedizioni organizzate a costi molto elevati. Les Éclaireurs è la principale eccezione: le escursioni da Ushuaia sono commercialmente disponibili e relativamente accessibili.

Per esplorare la posizione e le caratteristiche dei fari remoti e valutare itinerari marittimi, Apri la mappa e utilizza i filtri di posizione per visualizzare le stazioni nelle acque di tuo interesse.

Il senso di queste torri

Un faro su uno scoglio a tremila chilometri dalla terraferma non illumina rotte commerciali intense. Serve navi da pesca, imbarcazioni di ricerca, e le rare navi cargo che traversano quelle acque. Serve anche, in senso più ampio, come punto di riferimento psicologico per chiunque si trovi in quelle acque: sapere che una luce brilla con il suo carattere fisso e identificabile, che il meccanismo funziona indipendentemente dal meteo e dall'ora, è parte dell'architettura di sicurezza che rende la navigazione in mare aperto possibile. La torre più remota è anche, per questa ragione, quella che porta più conforto a chi la vede.