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Preservazione dei fari e fondazioni di tutela

Il problema della dismissione

Quando un faro viene disattivato — perché la sua funzione navigazionale è stata assorbita da boe luminose, sistemi GPS o altri aiuti alla navigazione — la struttura affronta un destino incerto. Le autorità marittime che ne erano responsabili non hanno più ragione di sostenere i costi di manutenzione. Le amministrazioni locali spesso non dispongono delle risorse necessarie per interventi su strutture specializzate in posizioni difficili. E il tempo, il sale e l'umidità non aspettano.

Negli Stati Uniti il problema ha assunto proporzioni particolarmente acute dopo il National Historic Lighthouse Preservation Act del 2000, che autorizzava la cessione gratuita di fari storici federali a enti senza scopo di lucro, agenzie governative locali e organizzazioni educative. Prima di questa legge, molti fari dismessi restavano intrappolati in una burocrazia che non permetteva né la vendita né il trasferimento, lasciandoli deteriorare. Dopo il 2000, centinaia di strutture sono state cedute a gruppi di volontari che si sono assunti l'onere — e la soddisfazione — di restaurarle.

Il Maine e il modello statunitense

Il Maine offre uno dei migliori esempi di come il sistema funzioni quando le condizioni sono favorevoli. Il Maine Lights Program, avviato nel 1998 prima ancora della legge federale, trasferì 28 fari dallo stato federale a organizzazioni locali nel corso di pochi anni. Il Pemaquid Point Lighthouse — costruito nel 1827, ricostruito nel 1835, uno dei fari più fotografati della costa est americana — è oggi gestito dal Town of Bristol, che lo mantiene aperto ai visitatori e finanzia la manutenzione con i proventi del piccolo museo annesso e delle donazioni.

La Marshall Point Lighthouse Preservation Society, fondata nel 1988, gestisce il faro di Marshall Point a Port Clyde — reso celebre dal film "Forrest Gump" — con un museo nella casa del guardiano e un programma di visite che attrae ogni anno oltre 60.000 persone. La chiave del successo di queste organizzazioni è la combinazione di volontariato locale con entrate da turismo e donazioni.

Trinity House e il sistema britannico

In Gran Bretagna, Trinity House — l'ente che gestisce i fari e gli aiuti alla navigazione sulle coste di Inghilterra, Galles, Canale e alcune isole offshore — mantiene operativi i fari attivi ma trasferisce le strutture dismesse al suo Statutory Advisory Committee, che le classifica secondo il valore storico. Le strutture di maggiore rilevanza passano all'English Heritage (oggi Historic England), che le inserisce nel registro dei monumenti protetti.

Le strutture di grado inferiore vengono invece cedute tramite una procedura di candidatura aperta: individui, associazioni, autorità locali possono fare richiesta di trasferimento, impegnandosi a mantenere la struttura in buone condizioni e, di norma, a garantire un accesso pubblico almeno parziale. The Association of Lighthouse Keepers supporta molti di questi trasferimenti fornendo consulenza tecnica e storica durante il processo di candidatura.

Il caso del Souter Lighthouse nel Tyne and Wear — primo faro al mondo costruito con elettricità, inaugurato nel 1871 con un sistema a arco voltaico progettato da Joseph Swan — è esemplare: dopo la dismissione nel 1988, la struttura è passata al National Trust, che la gestisce oggi come attrazione storica aperta al pubblico con visite guidate alla cella del guardiano, al meccanismo di rotazione e al generatore originale.

Fondazioni europee di tutela

In altri paesi europei, il sistema di tutela si è sviluppato seguendo logiche nazionali diverse. In Francia, il Service des Phares et Balises mantiene la responsabilità di tutte le strutture attive, e le dismissioni vengono gestite caso per caso attraverso il Ministère de la Mer. Il Phare de Kéréon, costruito tra il 1907 e il 1916 su uno scoglio al largo di Ouessant — con gli interni arredati con legni pregiati e marmi di Carrara grazie a una donazione privata — è mantenuto operativo da Trinity House francese come monumento tecnico oltre che storico.

In Finlandia, il Suomen Majakkaseura — Finnish Lighthouse Society, fondato nel 1982 — si occupa del patrimonio dei fari finlandesi con un approccio che integra la documentazione storica (pubblica una rivista annuale, Majakka, e mantiene un archivio fotografico digitale) con interventi di manutenzione fisica su strutture selezionate. Il faro di Bogskär, il più meridionale di tutta la Finlandia, eretto nel 1882 su uno scoglio nel Mare di Åland a 60 chilometri dalla costa più vicina, è tra i siti monitorati dall'associazione.

In Norvegia, la Norsk Fyrhistorisk Forening gestisce il museo del faro a Lindesnes — la struttura più meridionale del paese, con una storia che risale al 1656 — e coordina la rete di musei locali legati alle stazioni dei fari costieri.

Il ruolo della Commissione Europea

Il programma LIFE e i fondi strutturali europei hanno finanziato in vari paesi interventi di restauro su fari inseriti in aree protette o parchi naturali. Il Cabo Prior in Galizia, Spagna, e il Phare du Créac'h su Ouessant, Francia, hanno beneficiato di finanziamenti europei per interventi di restauro degli involucri edilizi. La logica è quella di trattare i fari come componenti del paesaggio costiero protetto — non come edifici isolati ma come parte di un ecosistema culturale e naturale più ampio.

Questo approccio ha incontrato qualche resistenza da parte di associazioni che preferiscono una gestione comunitaria autonoma rispetto alla dipendenza da finanziamenti pubblici con vincoli progettuali rigidi. Il dibattito non è risolto, ma la pratica dimostra che nei casi in cui le due fonti di risorse si integrano — il lavoro volontario locale con i finanziamenti pubblici per gli interventi strutturali più costosi — i risultati migliori in termini di conservazione.

Sfide tecniche della manutenzione straordinaria

Restaurare un faro non è come restaurare un edificio ordinario. Le posizioni estreme — scogliere battute dal mare, isole remote, scoglie sommerse — rendono l'accesso costoso e il lavoro difficile. I materiali tradizionali — granito, mattoni cotti, ghisa — sono durevoli ma richiedono competenze specializzate per la riparazione. Le sezioni in ghisa prefabbricata, comuni nei fari americani e nei fari offshore costruiti nel periodo 1850-1910, devono essere saldate o imbullonate con tecniche compatibili con l'originale per non alterare la struttura.

La lampadina nella lanterna — spesso sostituita da LED nei fari ancora attivi — pone problemi di carattere diverso: i collezionisti e le associazioni che desiderano mantenere le lenti di Fresnel originali devono trovare sorgenti luminose compatibili con l'ottica progettata per le lampade ad arco o a incandescenza del ventesimo secolo.

Come supportare la tutela

Per chi desidera contribuire concretamente alla conservazione di questo patrimonio, esistono percorsi diversi secondo le risorse disponibili. Le iscrizioni alle associazioni nazionali — ALK in Gran Bretagna, American Lighthouse Foundation negli Stati Uniti, Suomen Majakkaseura in Finlandia — finanziano direttamente i programmi di manutenzione e documentazione. Molte organizzazioni locali accettano volontari per lavori di manutenzione ordinaria durante i weekend estivi.

Se volete scoprire quali fari della vostra regione sono gestiti da fondazioni di tutela e quali hanno bisogno di attenzione, aprite la mappa: molte schede riportano informazioni sullo stato di conservazione e sulle organizzazioni responsabili. Visitare un faro ben gestito e lasciare una donazione alla fondazione che lo mantiene è spesso il modo più diretto per contribuire alla sopravvivenza di queste strutture straordinarie.

Il problema fondamentale resta quello delle risorse: i fari sono costosi da mantenere e le fondazioni di tutela operano quasi sempre con bilanci modesti. Ma trent'anni di esperienza negli Stati Uniti e in Europa dimostrano che quando la comunità locale si mobilita, le strutture sopravvivono.